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Fotografia Contemporanea in Italia Współczesna fotografia we Włoszech dal 14 al 31 ottobre 2011 2011 október 14 – 31

venerdì, 14 ottobre, 2011

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Presenta la mostra collettiva sulla fotografia contemporanea italiana

Coordinata da Enzo di Grazia

Dopo la permanenza e il successo in Ungheria presso le sale del Castello Batthyanyi di Kormend, la rassegna si sposta a Czestochowa (Polonia) nella Galleria dell’Associazione “Zacheta” di Belle Arti “Konduktorownia”.

COMUNICATO STAMPA

Nel corso dei suoi quarant’anni di attività, “la roggia” ha dato sempre molto spazio alla fotografia ed ai nuovi media, sulla linea dell’attenzione alle novità in arte che, specialmente nel campo della fotografia, sono state importanti e numerose, in questi decenni.

Nel corso del 2010, una parte molto ampia del calendario delle esposizioni nella sede dell’associazione è stata dedicata per l’appunto ai linguaggi fotografici, privilegiando soprattutto i fotografi che operano nella città e nella provincia di Pordenone, ma senza trascurare le esperienze che si sono registrate in tutta Italia.

Il quadro che è emerso alla fine è quello di una rassegna decisamente importante e significativa dello “stato di salute” della fotografia, in un momento in cui i mezzi di espressione visiva sono sicuramente molti, agili e capaci di acrobazie fino a qualche tempo fa del tutto impensabili.

Per un problema di coerenza con la linea di ricerca che l’Associazione privilegia nelle sue scelte artistiche, lo spazio più interessante è stato dedicato ai fotografi nel cui lavoro gli elementi “concettuali” della rappresentazione prevalgono inevitabilmente sugli aspetti puramente formali.

Ma proprio questo elemento – che potrebbe apparire limitante – è risultato alla fine determinante per creare dei “racconti” di grande intensità che vanno dalla riflessione sociale sul mondo circostante a quella più “spicciola” sulle realtà del proprio ambiente o territorio; e, quasi per conseguenza, sono risultati dominanti i linguaggi che al reale oggettivo fanno riferimento.

Va precisato però che ciascun artista ha presentato il lavoro esattamente così come nella sua personale storia lo ha vissuto e realizzato, lasciando che ciascuno proponesse quello “spaccato” della realtà che gli è congeniale, quel modo di accostarsi alle cose che nella (per tutti) lunga esperienza hanno maturato con intelligenza ed ottimi risultati.

Il percorso “tra i campanelli” di Guido Cecere appartiene a quella sua storica capacità di cogliere “la poesia nelle cose” quando nessuno sembra accorgersene e si muove attraverso la geografia (le immagini provengono da mezza Europa) e attraverso la storia (i modelli risalgono alle epoche più disparate) con la sensibilità e l’attenzione che da sempre ha posto nella sua “ricerca sul quotidiano” che gli ha valso tanti meritatissimi successi.

Allo stesso modo, Salvatore Di Vilio si muove come un “turista incantato” (come era il titolo della sua mostra) attraverso monumenti e quotidianità con personaggi che sembrano quasi estranei all’ambiente oppure con altri nei momenti in cui si perde totalmente il senso della loro dimensione di “turisti” ed emerge quell’umanità che ci rende simili o addirittura uguali in ogni situazione.

Anche Riccardo Moretti viaggia per il mondo, ma anche e soprattutto dentro il mondo, per cogliere quegli angoli, quegli attimi, quelle luci di intimità che riportano gli eventi – anche quelli grandi e monumentali – ad una dimensione intima e sensibile che si spiega solo con la determinazione, con il viaggio, di muoversi dentro ad una umanità che è la stessa a tutte le latitudini.

Danilo Rommel sembra più ancorato alla realtà intima del suo territorio, anzi della sua città, che coglie in certi momenti di surreale astrazione per cui sembra essere vuota ed oleografica; in realtà, le sue visioni notturne rendono protagonisti le pietre e le case, gli spazi e i monumenti, segnalando quello stesso bisogno di relazioni umane che, nelle sue foto, si trasforma, in “umanità delle cose”.

Il lavoro di Teresa Mancini è più teso verso un’eleganza di soluzioni che mettono in secondo piano il carico di emozione che si agita nelle figure rappresentate in forma di ectoplasmi; ma, dopo il primo sguardo, emerge con forza la sensibilità delle emozioni che agitano le figure decisamente sfumate nei contorni ma ricche di un’intensità che nasce da una resa per tratti, per accenni, per sfumature.

Nel complesso, una rassegna di operatori che han esplorati o modi (spesso abissalmente diversi) di muoversi dentro le cose con la “protesi naturale” dell’obiettivo fotografico davanti agli occhi; e vale bene a spiegare come, in un momento in cui la tecnologia sembra avere il sopravvento, è comunque l’occhio umano del fotografo a cogliere l”intimo sapore poetico” della realtà.

Enzo di Grazia

Messa a Fuoco – Fókuszban

mercoledì, 7 settembre, 2011

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Fotografia contemporanea in Italia

Rassegna d’arte contemporanea

coordinata da Enzo di Grazia

 
dal 9 settembre al 14 ottobre 2011
Castello di Kormend (H), Sala Terrena Galeria

 

Teresa Mancini partecipa alla Rassegna dedicata alla fotografia contemporanea in Italia organizzata dalla Galleria La Roggia che durante i suoi 40 anni di attività ha dedicato un’attenzione particolare all’arte fotografica. Uno dei risultati di questo impegno è l’esposizione ospitata in una degli edifici del Castello Batthyanyi di Kormend (Ungheria).
Tra le antiche mure del castello sono state esposte opere di artisti singoli e di collettive, artisti, gruppi e gallerie locali, regionali o nazionali, ma anche internazionali. La collaborazione con la Galleria La Roggia risalente al 2010 quest’anno ha l’obiettivo di presentare l’arte fotografica dell’Italia Settentrionale. Oltre la percezione dello sviluppo straordinario della tecnologia è interessante osservare come l’artista utilizza la tecnica della fotografia per esprimere i propri pensieri.

In questa occasione saranno esposte alcune delle opere della mostra personale “L’immagine latente” di Teresa Mancini, ospitata presso La Roggia nel mese di gennaio 2011. Così descrive il suo lavoro il curatore della rassegna Enzo Di Grazia:

Il lavoro di Teresa Mancini è più teso verso un’eleganza di soluzioni che mettono in secondo piano il carico di emozioni che si agita nelle figure rappresentate in forma di ectoplasmi; ma, dopo il primo sguardo, emerge con forza la sensibilità delle emozioni che agitano le figure decisamente sfumate nei contorni ma ricche di un’intensità che nasce da una resa per tratti, per accenni, per sfumature.

Questi i nomi degli artisti che parteciperanno alla rassegna:

Guido CECERE
Salvatore DI VILIO
Teresa MANCINI
Riccardo MORETTI
Danilo ROMMEL

Per consultare il catalogo dell’evento clicca qui.

Per scaricare l’invito clicca qui.

 

 

“L’immagine latente”di Teresa Mancini.

lunedì, 13 dicembre, 2010

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“L’immagine latente” mostra personale di Teresa Mancini 

presso

 

Associazione Culturale Pordenone

v.le Trieste, 19 – 33170 Pordenone

8 gennaio – 3 febbraio 2011

 

Inaugurazione sabato 8 gennaio ore 11,30
Orario di apertura: dal martedì al sabato h 16 – 19.30

Il lavoro fotografico di Teresa Mancini rientra, a pieno titolo, in una nuova filosofia della fotografia che si è andata affermando negli ultimi anni. Vale a dire quella tendenza scaturita dall’avvento del sistema digitale, nonché dall’irruzione sulla scena di un considerevole numero di autrici donne; grazie a queste, e non agli autori uomini, oggi possiamo leggere nuovi linguaggi fotografici e spingerci verso territori dell’immagine un tempo sconosciuti. Operazione tutt’altro che semplice e spesso priva della necessaria lucidità: se da un lato è più facile superare la “tirannide” maschile del reportage, uguale per il ripetersi di guerre, violenze e catastrofi della natura, dall’altro il rischio è di rincorrere uno sperimentalismo che a volta finisce per fare il verso a se stesso.
    La qualità, e il merito, delle immagini di Teresa Mancini non ricadono nella standardizzazione dello sguardo cui accennavo prima; ma trovano un loro raggio d’azione fotografico ben delimitato e per questo autonomo. La serie “Fotografica-mente”, insieme a quella di un’intensa performance del mimo Romano Rocchi, formano il corpus di questa mostra dal titolo “L’immagine latente”.
     Latente, quindi visibile-invisibile, perché è la velocità della luce o di un essere umano, a fornirci un infinito caleidoscopio di ricorsi e rimandi inconsci nel nostro osservare. Con un campo visivo misteriosamente alterato: il senso estetico delle composizioni di Teresa Mancini si concentra su una destabilizzazione di linee luminose o nella fuggevolezza dei movimenti del corpo. Lo sguardo rimbalza da una parte all’altra; non vi è più la classica profondità di campo di accademico precetto, ma l’osservatore è simmetricamente speculare all’unico piano focale dettato dalle vibrazioni della luce o della carnalità.
     E’ fuor di dubbio che quest’uso del mosso riporta, per un’astrusa bizzarria della storia dell’immagine, agli intendimenti del fotodinamismo futurista o alla scrittura automatica (in questo caso della luce) dei surrealisti. Di certo è ancora troppo presto per storicizzare le nuove avanguardie dell’arte fotografica: ma se il problema della fotografia contemporanea è quello di saper creare “nuove fotografie”, l’opera di Teresa Mancini ne è interprete e protagonista, con un originalissimo picture style intriso di grande emotività.

Andrea Attardi

(Fotografo – Docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Roma)

 

L’inaugurazione della mostra si svolgerà sabato 8 gennaio 2011 ore 11,30 “APERITIVO D’ARTE” (buffet a cura di Jasmina Dei Negri)

Per maggiori informazioni su La Roggia (Associazione Culturale Pordenone) clicca qui.

Per scaricare il Comunicato Stampa della mostra clicca qui.