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CARTARIA

lunedì, 24 giugno, 2013

 

 

Martedì 25 giugno 2013, alle ore 18,00 a Roma,

presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22,

si inaugura la mostra Cartaria
a cura di Loredana Rea

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L’esposizione rimarrà aperta fino al 12 luglio 2013, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

Il tema che fa da collante al percorso espositivo è la carta, intesa come punto di partenza e nello stesso tempo di arrivo per una ricognizione dentro le sperimentazioni e le possibilità espressive di una materia fragile e duttile al tempo stesso.

L’assunto è, infatti, il desiderio di analizzare il ruolo della carta come stimolo e strumento espressivo della creatività, con la volontà di intenderla sostanza del pensiero e dell’azione artistica.

Gli artisti presenti – Minou Amirsoleimani, Salvatore Anelli, Rosetta Berardi, Franca Bernardi, Valeria Bertesina, Francesco Calia, Vito Capone, Pietro Celani, Teo De Palma, Antonio Del Gatto, Raffaele Della Rovere, Gabriella Di Trani, Elisabetta Diamanti, Anna Maria Fardelli, Giancarla Frare, Rosaria Gini, Salvatore Giunta, Silvana Leonardi, Silvia Lepore, Salvatore Lovaglio, Giuliano Mammoli, Teresa Mancini, Maria Martinelli, Gianfranco Mascelli, Italo Medda, Rita Mele, Patrizia Molinari, Franco Nuti, Antonio Picardi, Alfa Pietta, Teresa Pollidori, Lydia Predominato, Lucilla Ragni, Fernando Rea, Rosella Restante, Marcello Rossetti, Gianni Rossi, Alba Savoi, Grazia Sernia, Antonella Servili, Elena Sevi, Anna Uncini, Serena Vallese, Oriano Zampieri – sono stati invitati a realizzare un’opera nelle dimensioni stabilite di cm 40×40, utilizzando la carta non solo come supporto ma anche come struttura portante, per esemplificare la molteplicità di proposte formali, che rappresentano il tessuto vitale della sperimentazione contemporanea.

CARTARIA_Teresa Mancini_Mostra Collettiva

 

URBAN STYLE

martedì, 27 marzo, 2012

Teresa Mancini partecipa alla Mostra Collettiva Urban Style  a cura di Loredana Rea, inaugurazione, Martedì 3 aprile 2012, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22.   L’esposizione rimarrà aperta fino al 20 aprile 2012, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

Roma, Urban Style

Quarantaquattro sono gli artisti: Renzo Bellanca, Rosetta Berardi, Franca Bernardi, Marina Bindella, Francesco Calia, Domenico Carella, Pietro Celani, Elettra Cipriani, Giulia Corradetti, Carmela Corsitto, Laura Cristinzio, Gabriella Di Trani, Anna Maria Fardelli, Danilo Fiorucci, Salvatore Giunta, Paolo Gobbi, Cvetka Hojnik, Robert Lang, Margherita Levo Rosenberg, Vincenzo Ludovici, Federica Luzzi, Giuliano Mammoli, Teresa Mancini, Giovanna Martinelli, Cosetta Mastagostino, Rita Mele, Riccarda Montenero, Franco Nuti, Antonio Picardi, Teresa Pollidori, Lydia Predominato, Lucilla Ragni, Fernando Rea, Rosella Restante, Marcello Rossetti, Ninì Santoro, Alba Savoi, Grazia Sernia, Elena Sevi, Nicola Smerilli, Mimmo Torrese, Ilia Tufano, Serena Vallese, Oriano Zampieri.

Il tema che fa da collante al percorso espositivo è la città, intesa come il luogo della difforme stratificazione dei segni delle singole esistenze, che vi hanno trovato e continuano a trovare momentanea o duratura accoglienza. Gli artisti presenti in mostra sono stati invitati a riflettere intorno alle problematiche che in questi ultimi anni hanno animato i dibattiti intorno alla continua trasformazione dei centri urbani, per offrire i frammenti di un racconto polifonico, in cui dissonanze e armonie contribuiscono a creare una visione legata inevitabilmente alla specificità della propria esperienza. 

Ognuno ha realizzato un’opera nelle dimensioni stabilite di cm 40×40, utilizzando la tecnica e i materiali più congeniali alla propria operatività. Si spazia quindi dalla pittura all’utilizzo di materiali eterogenei per esemplificare la molteplicità delle proposte linguistiche spesso molto distanti per formazione e risultati ed esaltare le differenze, le singolarità, le inevitabili diversità di orientamenti, che rappresentano il tessuto vitale della sperimentazione contemporanea.

LA CITTÀ’

Storie di argini e di margini

di Loredana Rea

 

 

Potrei dirti di quanti gradini sono le vie fatte a scale, di che sesto gli archi dei porticati, di quali lamine di zinco sono ricoperti i tetti; ma so già che sarebbe come non dirti nulla. Non di questo è fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato.

                                                                                                                        Italo Calvino

La città non assolve soltanto a funzioni pratiche di vita, ma attraverso il suo disegno, attraverso la sua forma rappresenta il modo con cui la società comunica la stratificazione delle singole esistenze, che in essa hanno trovato e trovano momentanea o duratura accoglienza. La sua immagine non è cristallizzata, ma mobile e conseguentemente sfuggente, tanto che stenta a trovare il suo fondamento nei piani di sviluppo, affidandosi invece alla necessità di rendere manifesto il senso della collettività, che contribuisce a delineare il luogo capace di custodire i segni di chi lo ha attraversato. Al di là delle connotazioni comuni, infatti, ogni agglomerato umano ha un suo specifico carattere, una sua espressione particolare che lo distingue nettamente dagli altri, diventando il segno inequivocabile della propria identità.

Negli ultimi decenni importanti processi di trasformazione, tra fenomeni globali e necessità di rivalorizzazione delle risorse locali, hanno investito l’ambiente urbano, modificandone talvolta radicalmente la struttura. La città sempre più spesso diventa “liquida”, in continua e incontrollabile espansione, generando differenti forme di convivenza, ma anche nuove disuguaglianze e inaspettate condizioni di marginalità. Si presenta come guscio protettivo, che stabilisce una rassicurante demarcazione, o come spazio destabilizzante, responsabile di una progressiva spersonalizzazione, come ghetto in cui trovano radici emarginazione, violenza e miseria o come possibilità di incontro, confronto e crescita.

Inevitabilmente questi processi rimandano a cambiamenti altrettanto profondi che hanno interessato e continuano ad interessare l’economia, la politica e la cultura, dal momento che la città è il prodotto di un complesso coacervo di energie, che tendono verso un equilibrio dinamico.

Intorno a queste tematiche sono stati invitati a riflettere gli artisti presenti in mostra, per offrire i frammenti di un racconto complesso, in cui dissonanze e armonie contribuiscono a creare una visione legata  inevitabilmente alla specificità della propria esperienza. Periferie desolate, binari che si intersecano, muri di cemento animati da parole e disegni, panchine che accolgono le tracce di ineludibili solitudini, i cartelloni pubblicitari che suggeriscono realtà patinate, l’azzurro di un cielo che sopravanza le sagome dei palazzi, il brulichio vitale di una strada affollata, la natura che sopravvive alle forzata antropizzazione diventano la metafora dell’umana esistenza. Negli spigoli delle vie, negli specchi scuri delle finestre, negli intonaci scrostati, nelle vetrine colorate, negli autobus colmi di persone, negli scheletri di edifici che attendono di essere costruiti o nei tracciati di nuove strade ognuno allora potrà leggere, come nelle linee familiari della propria mano, le storie di altre esistenze.

 

 

 

 

 

Over Forty

martedì, 14 giugno, 2011

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Teresa Mancini partecipa alla mostra Over Forty

Da martedì 28 giugno 2011, alle ore 18,00 fino al 15 luglio a Roma,

presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22

Il tema che fa da collante al percorso espositivo è il desiderio di rispondere con ironia a una tendenza tipica di questi anni, quella circoscrivere l’indagine sulle ricerche contemporanee ad artisti “sotto i quaranta”, da una parte seguendo la necessità di delineare una mappatura, dall’altra perché si pensa che solo dai più giovani possano arrivare proposte nuove.

Studio Arte Fuori Centro ha sempre aperto il suo spazio a chiunque facesse ricerca, disinteressandosi dell’età anagrafica, attento anzi a costruire  un dialogo e un confronto tra generazioni diverse, per suggerire sempre nuove possibilità di sconfinamenti, di commistioni e di interferenze. Quindi come risposta ai noti quesiti: sei un artista? hai meno di quaranta anni? con Over Forty replichiamo: sei un artista? hai più di quaranta anni?… bene allora fai il caso nostro! 

Il terreno di confronto è ampio, perché gli artisti invitati, tutti rigorosamente “sopra i quaranta”, rappresentano emblematicamente quella molteplicità linguistica e di sperimentazione che caratterizza la contemporaneità. Ognuno ha creato un’opera nelle dimensioni stabilite di 30×30 utilizzando la tecnica e le materie più congeniali alla propria operatività. Si spazia quindi dalla pittura all’utilizzo di materiali eterogenei per esemplificare la molteplicità delle proposte linguistiche spesso molto distanti ed esaltare le differenze, le singolarità, le inevitabili diversità di orientamenti, che rappresentano il tessuto vitale della sperimentazione contemporanea.

“Una superficie minima, come quella circoscritta dal formato quadrato di cm 30×30, rappresenta il terreno fertile, in cui sono giunte a compimento processualità operative animate da intenzioni sperimentali spesso tanto differenti da apparire persino discordanti”. (Loredana Rea)

Le opere di

Minou Amirsoleimani, Caterina Arcuri, Renzo Bellanca, Rosetta Berardi, Luisa Bergamini, Franca Bernardi, Paolo Borrelli, Anna Boschi, Françoise Calcagno, Francesco Calia, Vito Capone, Lamberto Caravita, Francesca  Cataldi, Elettra Cipriani, Carmela Corsitto, Adolfina De Stefani, Mimmo DI Laora, Piero Di Terlizzi, Gabriella Di Trani, Elisabetta Diamanti, Ivonne Ekman, Terenzio Eusebi, Anna Maria Fardelli, Giovanni Fontana, Giancarla Frare, Anna Maria Gelmi, Ida Gerosa, Rosaria Gini, Salvatore Giunta, Paolo Gobbi, Paolo Gubinelli, Alessio Larocchi, Wilma Lok, Dante Gentile Lorusso, Salvatore Lovaglio, Vincenzo Ludovici, Marco Maffei, Giuliano Mammoli, Teresa Mancini, Venanzio Manciocchi, Giuliano Marain, Gabriele Marino, Franco Marrocco, Rita Mele, Patrizia Molinari, Patrizia Nicolosi, Elena Nonnis, Franco Nuti, Maria Teresa Padula, Gianni Pasotti, Antonio Picardi, Augusto Piccioni, Alfa Pietta, Teresa Pollidori, Lydia Predominato, Lucilla Ragni, Renata Rampazzi, Fernando Rea, Rosella Restante, Maria Luisa Ricciuti, Giammarco Roccagli, Marcello Rossetti, Alba Savoi, Marilena Scavizzi, Grazia Sernia, Elena Sevi, Anna Maria Suppa, Ilia Tufano, Agostino Tulumello, Oriano Zampieri,

costruiscono i tasselli di un caleidoscopico percorso espositivo, a esemplificare emblematicamente la frantumazione linguistica che caratterizza in maniera determinante la ricerca artistica attuale.