Archivio ‘PRESS ROOM’

Rambling Object gioielli&foto

lunedì, 24 giugno, 2013

 

Giovani Stilisti e Zibaldone presentano:

 

Antonio Picardi | Teresa Mancini

RAMBLING OBJECT gioielli&foto

 

opening: giovedì 20 giugno 2013 ore 18.00

20 giugno | 20 luglio 2013

 

ZIBALDONE Restauro & Creazione

Via dei Marsi 1/3 (San Lorenzo) – 00185 Roma

(+39) 333 4778181 – info@zibaldone.eu

Teresa Mancini Fotografa2013Alla ricerca di Antonio Picardi, in questa mostra si associa lo sguardo fotografico di Teresa Mancini, che attraverso immagini oniriche, in equilibrio tra tenue colore e bianco e nero, sottolinea la purezza e l’essenza del segno dei gioielli di Picardi. La scelta di un ambiente pervaso di luce e di luoghi d’ombra leggeri, di inquadrature azzardate dove la presenza umana, apparentemente sfuggente o al contrario assai presente, altro non è che l’escamotage per catturare l’attenzione dello spettatore e ricondurlo con lo sguardo sul gioiello. Il risultato è un gioco seduttivo di sguardi e presenze, di oggetti indossati e di immedesimazione vissuta.

Attraverso la nuova collezione, orecchini e collane in argento, Antonio Picardi, Testimonial per il portale Giovani Stilisti – www.giovanistilisti.it, luogo di incontro dedicato a chi desidera entrare nel mondo della creatività, inaugura con Teresa Mancini presso Zibaldone laboratorio d’arte a Roma, la mostra Rambling Object – gioielli&foto, la prima di una serie di appuntamenti dedicati ai nuovi nomi della moda e del design.

Antonio Picardi: “La madreperla, il corallo e l’argento sono materiali della tradizione artigianale del territorio in cui opero, ma che recupero in una lettura contemporanea. Traccio segni minimi, quasi precari. Di/segni da indossare, oggetti che dialogano con il corpo perché ispirati a forme organiche ripensate in forma di gioiello.” Picardi si muove con agilità tra i territori dell’arte e della grafica, campo quest’ultimo nel quale l’artista è professionalmente impegnato. Non è da trascurare del resto nella sua esperienza creativa la quotidiana consulenza per l’immagine, dal momento che emerge, con piena consapevolezza, nei suoi lavori, non solo l’attitudine al rigore compositivo, quanto all’uso del segno-disegno che lo conduce al raggiungimento della forma. Forme che l’artista lascia levitare ora sulla superficie della carta, ora su altri supporti, come in questo caso l’argento. Forme dettate da un’elaborazione che risponde alla necessità di raccontare o, ancor meglio, di costruire un processo narrativo il cui confronto stringente è con la natura.

ANTONIO PICARDI
Antonio Picardi nato a Napoli nel 1952, dove vive e lavora, è docente di Discipline Pittoriche presso gli Istituti superiori di Istruzione Artistica. Si occupa di grafic design e didattica dell’arte contemporanea. È consulente per la grafica e la pubblicità per le gallerie Annarumma, Umberto di Marino, Dino Morra di Napoli e Studio Arte Fuori Centro di Roma. È tra i fondatori del codice EAN, associazione per l’arte contemporanea, Napoli. Il suo lavoro ruota intorno al rapporto arte e grafica, arte e design. Molte le sue esposizioni sul territorio nazionale nelle quali si propone con soluzioni che incrociano il sottile filo che lega tra loro le differenti discipline, giungendo a sperimentazioni che assumono, di volta in volta, la forma oggettuale di libri d’artista, gioielli, piccoli oggetti luminosi o grandi pagine disegnate. Attualmente è impegnato nel completamento di un lavoro per la MetroNapoli- Napoli nord, stazione di Melito.

e-mail: antoniopicardi@virgilio.it

TERESA MANCINI
Teresa Mancini, fotografa professionista iscritta all’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti Tau Visual, diplomata sia allo IED dipartimento di Fotografia sia presso l’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione Rossellini. Dal 1998 regolarmente iscritta a ruolo, si occupa anche di attività commerciale. Nel 2001 è cofondatrice dell’Agenzia di Comunicazione Bycam Srl, nella quale porta le sue competenze in campo fotografico e commerciale; da qui prende vita il progetto Giovani Stilisti, Portale dedicato ai designer emergenti.

e-mail: t.mancini@bycam.it

web: www.bycam.it

Giovani Stilisti è un servizio di Bycam Srl; Skype: giovani stilisti; e-mail: info@giovanistilisti.it : web: www.giovanistilisti.it;

ANGELI – RASSEGNA D’ARTE CONTEMPORANEA

mercoledì, 5 dicembre, 2012
"ANGELI" © ph Teresa Mancini

“ANGELI” di Teresa Mancini

A Castro dei Volsci (Frosinone) l’8 dicembre alle ore 19  si inaugura la rassegna d’arte contemporanea, dal titolo “Angeli”. La mostra rimarrà aperta sino il 31 gennaio 2013.

Diciotto artisti si confronteranno con diverse tecniche.

F. BERNARDI E. CORSI F. D’AMBROSI
V. FALCONE N. FIGLIOLINI F. FIORILLO
A. GALLINARO A. IZZO M. LUCCIOLI
T. MANCINI P. MOLINARI L. PAGANO
A. PICARDI M.ROSSETTI A. RICCIARDI
V. RUSCIANO G. TAGINI M. TORRESE

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URBAN STYLE

martedì, 27 marzo, 2012

Teresa Mancini partecipa alla Mostra Collettiva Urban Style  a cura di Loredana Rea, inaugurazione, Martedì 3 aprile 2012, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22.   L’esposizione rimarrà aperta fino al 20 aprile 2012, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

Roma, Urban Style

Quarantaquattro sono gli artisti: Renzo Bellanca, Rosetta Berardi, Franca Bernardi, Marina Bindella, Francesco Calia, Domenico Carella, Pietro Celani, Elettra Cipriani, Giulia Corradetti, Carmela Corsitto, Laura Cristinzio, Gabriella Di Trani, Anna Maria Fardelli, Danilo Fiorucci, Salvatore Giunta, Paolo Gobbi, Cvetka Hojnik, Robert Lang, Margherita Levo Rosenberg, Vincenzo Ludovici, Federica Luzzi, Giuliano Mammoli, Teresa Mancini, Giovanna Martinelli, Cosetta Mastagostino, Rita Mele, Riccarda Montenero, Franco Nuti, Antonio Picardi, Teresa Pollidori, Lydia Predominato, Lucilla Ragni, Fernando Rea, Rosella Restante, Marcello Rossetti, Ninì Santoro, Alba Savoi, Grazia Sernia, Elena Sevi, Nicola Smerilli, Mimmo Torrese, Ilia Tufano, Serena Vallese, Oriano Zampieri.

Il tema che fa da collante al percorso espositivo è la città, intesa come il luogo della difforme stratificazione dei segni delle singole esistenze, che vi hanno trovato e continuano a trovare momentanea o duratura accoglienza. Gli artisti presenti in mostra sono stati invitati a riflettere intorno alle problematiche che in questi ultimi anni hanno animato i dibattiti intorno alla continua trasformazione dei centri urbani, per offrire i frammenti di un racconto polifonico, in cui dissonanze e armonie contribuiscono a creare una visione legata inevitabilmente alla specificità della propria esperienza. 

Ognuno ha realizzato un’opera nelle dimensioni stabilite di cm 40×40, utilizzando la tecnica e i materiali più congeniali alla propria operatività. Si spazia quindi dalla pittura all’utilizzo di materiali eterogenei per esemplificare la molteplicità delle proposte linguistiche spesso molto distanti per formazione e risultati ed esaltare le differenze, le singolarità, le inevitabili diversità di orientamenti, che rappresentano il tessuto vitale della sperimentazione contemporanea.

LA CITTÀ’

Storie di argini e di margini

di Loredana Rea

 

 

Potrei dirti di quanti gradini sono le vie fatte a scale, di che sesto gli archi dei porticati, di quali lamine di zinco sono ricoperti i tetti; ma so già che sarebbe come non dirti nulla. Non di questo è fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato.

                                                                                                                        Italo Calvino

La città non assolve soltanto a funzioni pratiche di vita, ma attraverso il suo disegno, attraverso la sua forma rappresenta il modo con cui la società comunica la stratificazione delle singole esistenze, che in essa hanno trovato e trovano momentanea o duratura accoglienza. La sua immagine non è cristallizzata, ma mobile e conseguentemente sfuggente, tanto che stenta a trovare il suo fondamento nei piani di sviluppo, affidandosi invece alla necessità di rendere manifesto il senso della collettività, che contribuisce a delineare il luogo capace di custodire i segni di chi lo ha attraversato. Al di là delle connotazioni comuni, infatti, ogni agglomerato umano ha un suo specifico carattere, una sua espressione particolare che lo distingue nettamente dagli altri, diventando il segno inequivocabile della propria identità.

Negli ultimi decenni importanti processi di trasformazione, tra fenomeni globali e necessità di rivalorizzazione delle risorse locali, hanno investito l’ambiente urbano, modificandone talvolta radicalmente la struttura. La città sempre più spesso diventa “liquida”, in continua e incontrollabile espansione, generando differenti forme di convivenza, ma anche nuove disuguaglianze e inaspettate condizioni di marginalità. Si presenta come guscio protettivo, che stabilisce una rassicurante demarcazione, o come spazio destabilizzante, responsabile di una progressiva spersonalizzazione, come ghetto in cui trovano radici emarginazione, violenza e miseria o come possibilità di incontro, confronto e crescita.

Inevitabilmente questi processi rimandano a cambiamenti altrettanto profondi che hanno interessato e continuano ad interessare l’economia, la politica e la cultura, dal momento che la città è il prodotto di un complesso coacervo di energie, che tendono verso un equilibrio dinamico.

Intorno a queste tematiche sono stati invitati a riflettere gli artisti presenti in mostra, per offrire i frammenti di un racconto complesso, in cui dissonanze e armonie contribuiscono a creare una visione legata  inevitabilmente alla specificità della propria esperienza. Periferie desolate, binari che si intersecano, muri di cemento animati da parole e disegni, panchine che accolgono le tracce di ineludibili solitudini, i cartelloni pubblicitari che suggeriscono realtà patinate, l’azzurro di un cielo che sopravanza le sagome dei palazzi, il brulichio vitale di una strada affollata, la natura che sopravvive alle forzata antropizzazione diventano la metafora dell’umana esistenza. Negli spigoli delle vie, negli specchi scuri delle finestre, negli intonaci scrostati, nelle vetrine colorate, negli autobus colmi di persone, negli scheletri di edifici che attendono di essere costruiti o nei tracciati di nuove strade ognuno allora potrà leggere, come nelle linee familiari della propria mano, le storie di altre esistenze.