Archivio 2010

“L’immagine latente”di Teresa Mancini.

lunedì, 13 dicembre, 2010

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“L’immagine latente” mostra personale di Teresa Mancini 

presso

 

Associazione Culturale Pordenone

v.le Trieste, 19 – 33170 Pordenone

8 gennaio – 3 febbraio 2011

 

Inaugurazione sabato 8 gennaio ore 11,30
Orario di apertura: dal martedì al sabato h 16 – 19.30

Il lavoro fotografico di Teresa Mancini rientra, a pieno titolo, in una nuova filosofia della fotografia che si è andata affermando negli ultimi anni. Vale a dire quella tendenza scaturita dall’avvento del sistema digitale, nonché dall’irruzione sulla scena di un considerevole numero di autrici donne; grazie a queste, e non agli autori uomini, oggi possiamo leggere nuovi linguaggi fotografici e spingerci verso territori dell’immagine un tempo sconosciuti. Operazione tutt’altro che semplice e spesso priva della necessaria lucidità: se da un lato è più facile superare la “tirannide” maschile del reportage, uguale per il ripetersi di guerre, violenze e catastrofi della natura, dall’altro il rischio è di rincorrere uno sperimentalismo che a volta finisce per fare il verso a se stesso.
    La qualità, e il merito, delle immagini di Teresa Mancini non ricadono nella standardizzazione dello sguardo cui accennavo prima; ma trovano un loro raggio d’azione fotografico ben delimitato e per questo autonomo. La serie “Fotografica-mente”, insieme a quella di un’intensa performance del mimo Romano Rocchi, formano il corpus di questa mostra dal titolo “L’immagine latente”.
     Latente, quindi visibile-invisibile, perché è la velocità della luce o di un essere umano, a fornirci un infinito caleidoscopio di ricorsi e rimandi inconsci nel nostro osservare. Con un campo visivo misteriosamente alterato: il senso estetico delle composizioni di Teresa Mancini si concentra su una destabilizzazione di linee luminose o nella fuggevolezza dei movimenti del corpo. Lo sguardo rimbalza da una parte all’altra; non vi è più la classica profondità di campo di accademico precetto, ma l’osservatore è simmetricamente speculare all’unico piano focale dettato dalle vibrazioni della luce o della carnalità.
     E’ fuor di dubbio che quest’uso del mosso riporta, per un’astrusa bizzarria della storia dell’immagine, agli intendimenti del fotodinamismo futurista o alla scrittura automatica (in questo caso della luce) dei surrealisti. Di certo è ancora troppo presto per storicizzare le nuove avanguardie dell’arte fotografica: ma se il problema della fotografia contemporanea è quello di saper creare “nuove fotografie”, l’opera di Teresa Mancini ne è interprete e protagonista, con un originalissimo picture style intriso di grande emotività.

Andrea Attardi

(Fotografo – Docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Roma)

 

L’inaugurazione della mostra si svolgerà sabato 8 gennaio 2011 ore 11,30 “APERITIVO D’ARTE” (buffet a cura di Jasmina Dei Negri)

Per maggiori informazioni su La Roggia (Associazione Culturale Pordenone) clicca qui.

Per scaricare il Comunicato Stampa della mostra clicca qui.

Pubblicare un libro fotografico

venerdì, 10 dicembre, 2010

di Roberto Tomesani/TauVisual

L’importanza di riconoscere i propri “Limiti”.

mercoledì, 24 novembre, 2010

Creatività Senza Limiti”, questo il nome dell’iniziativa promossa dall’ Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual, che punta al coinvolgimento di quanti, tra i fotografi iscritti all’Associazione ed altri professionisti, si dimostrino interessati a prenderne parte per la realizzazione di un progetto che metta in luce la creatività di persone disagiate: anziani, ragazzi down, carcerati, lungodegenti, disagiati psichici.

I fotografi agiscono come “Tutor” all’interno di strutture quali case di riposo, comunità di recupero, carceri, ecc. con l’ausilio e il supporto tecnico del personale che vive la propria quotidianità nelle strutture stesse. L’iniziativa è a carattere nazionale, i singoli gruppi, infatti, collaboreranno con i loro lavori alla realizzazione di una mostra finale, e di un libro riassuntivo.

La partecipazione dei fotografi è a titolo completamente volontario e gratuito e sarebbe bello poter dire che hanno aderito in molti, ma significherebbe dare un’informazione sbagliata. Ad oggi solo 43, in tutta Italia, i fotografi che hanno aderito all’iniziativa e, prendendo in considerazione Roma e provincia sono 4 i professionisti che hanno accettato l’impegno di portare avanti un gruppo per la realizzazione di un progetto. Per quanto sia difficile ammetterlo non si possono biasimare dubbi e scetticismi sull’adesione all’iniziativa. Di certo si tratta di un compito molto delicato che richiede, oltre a professionalità e preparazione in ambito fotografico, anche molta sensibilità, capacità di problem solving, spirito d’iniziativa, e self control.

Come è stato detto dall’Associazione ai fotografi contattati per partecipare:
“Se alla domanda: vuoi partecipare, la risposta che dai è perché? Allora non devi aderire”.
L’impegno deve essere totale, perché totale è la volontà dei Creativi senza Limiti di affermare la loro soggettività. Non c’è dubbio: non sono “Loro” ad avere Limiti, ma “Noi”.

Quello del fotografo, come ho già detto, è un ruolo delicato, si tratta di creare un equilibrio, che non può non essere precario. L’immagine è quella di un funambolo che deve rimanere presente a se stesso e cosciente per non cadere dalla fune, cercando di controllare emozioni e coinvolgimenti emotivi, ma che allo stesso tempo deve riuscire a catalizzare sguardi e attenzione degli spettatori, utilizzando spesso metodi pragmatici e non tradizionali.

Un percorso quello dei Creativi Senza Limiti che si trasforma in uno scambio reciproco di esperienze ed emozioni. I loro occhi e la loro voglia di realizzare qualcosa, di partecipare a un progetto comune, di accettare una sfida con se stessi e con chi spesso finge che queste realtà non esistano, sono il cuore pulsante dell’iniziativa. Il fotografo deve riuscire a dare gli input più adatti alla decodificazione da parte del singolo, stimolando questi cuori ad entrare in contatto diretto con il mondo che li circonda, quel mondo che forse troppo spesso si dimentica di loro…

 Le “loro” limitazioni fisiche e/o mentali sono oggettive e palesi, le “nostre” latenti e molto più pericolose.

…fiori, momenti di vita, paesaggi, sono solo alcuni dei soggetti delle foto scattate finora, foto che permettono ai Creativi di affermare che anche se hanno delle difficoltà non lasciano che queste si trasformino in Limiti e lottano ogni giorno per poterlo dimostrare.

 Noemi Mancini

Per maggiori informazioni sull’iniziativa clicca qui.

Per maggiori informazioni sull’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual clicca qui.